UE chiede di porre fine alla discriminazione del personale a tempo determinato

UE chiede di porre fine alla discriminazione del personale a tempo determinato

Al centro della disputa la violazione della Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l'utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico.

Il governo italiano ha tentato di rispondere alle censure con il Decreto Legge n. 131/2024 (cosiddetto "Salva Infrazioni"), che ha innalzato l'indennità risarcitoria per abuso di contratti a termine da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità. Ha però del tutto ignorato l’altra questione, ovvero quella relativa alla discriminazione subita dal personale a tempo determinato, a cui non viene riconosciuta — diversamente dal personale di ruolo — la progressione basata sull’anzianità di servizio (i cosiddetti "scatti stipendiali statali"). Per l’Europa, non basta prevedere un risarcimento ex post, ma è necessario garantire parità di trattamento durante lo svolgimento del rapporto di lavoro e procedure certe per evitare il precariato cronico.

Per queste ragioni la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione, inviando una lettera di messa in mora all’Italia (INFR(2024)2277). Poiché il tempo assegnato al governo italiano per mettersi in regola è abbondantemente scaduto, chiediamo al Ministro Valditara quando intenda mettersi in regola, stabilizzando tutti i precari vittime della reiterazione dei contratti a tempo determinato, riconoscendo attraverso la maturazione delle fasce stipendiali, in base all’anzianità, parità di trattamento salariale senza per questo dover aspettare il momento dell’immissione in ruolo.

Per la FLC CGIL, non può esserci discriminazione tra lavoratori in base alla natura del contratto. Gli anni di servizio vanno riconosciuti interamente ai precari sotto un duplice profilo:

  • durante il precariato: attraverso l'attribuzione immediata degli scatti di anzianità in busta paga;
  • all'immissione in ruolo: con una ricostruzione di carriera che valuti integralmente il servizio pre-ruolo.

In vista del pronunciamento della Corte di Giustizia, la FLC CGIL proseguirà le proprie azioni di tutela legale per garantire a tutto il personale precario della scuola il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio, il recupero delle differenze stipendiali maturate e non percepite, e il risarcimento per l’abuso sistematico dei contratti a termine.