Ci viene segnalato che nell’ordine del giorno di alcuni Collegi docenti è sparita la voce “Varie ed eventuali”, sostituita talvolta dalla voce “Comunicazioni del dirigente”.
Siccome la cosa sta avvenendo in sincrono in varie scuole, riteniamo sia il caso di soffermarvici.
Conosciamo il filone giurisprudenziale che sconsiglia l’approvazione di delibere non comunicate in anticipo tramite l’ordine del giorno. Tuttavia il Collegio docenti è la massima istanza democratica all’interno di un istituto, in cui si esercita collettivamente la libertà d’insegnamento, e non si può certo ridurre a un canale per comunicazioni “top-down” (per queste bastano le circolari!), e nemmeno a un luogo di mera deliberazione o ratifica di proposte dirigenziali.
Insomma: il Collegio è anche un luogo propositivo e di dibattito.
Lo scopo delle “varie ed eventuali”, avallato dai giuristi più accorti, è proprio questo: permettere ai docenti del collegio di fare proposte ed osservazioni, di segnalare per tempo questioni di rilevanza didattica e di anticipare temi da inserire negli ordini del giorno futuri. Eliminarle non ha alcun senso, se si tiene al buon andamento della scuola.
Ricordiamo, ad ogni modo, che il Collegio docenti può essere convocato intorno ad un determinato ordine del giorno anche da un terzo dei suoi componenti, e che la legge provinciale permette, in casi particolari, anche l’integrazione dell’ordine del giorno “seduta stante”.
